Arriva la BeFFana: cosa aspettarci dal nuovo anno.

A cura di Mr Burns

Dopo il natale arriva sempre una vecchia insolente a rovinare questo clima ipocrita ma comunque curioso; porta il carbone ai cinici e realisti, mentre i dolci vengono riservati ai più fortunati e leccaculo. Ma queste ricompense non sono il vero problema della vecchia, bensì l’inequivocabile sentenza che dal giorno dopo torneremo nella stessa giungla a scannarci a suon di post e tweet.

Soprattutto la befana targata 2018 ci consegnerà una serie di rogne ben assestate: il 4 marzo, un’Europa senza Elisabetta ed un’incertezza Born in the Usa.

Le elezioni offriranno il solito menu post tangentopoli. Si comincia con un cocktail di gamberetti berlusconiani, classico dei capodanni anni ’90 al quale facciamo fatica anche oggi a dire di no, primo piatto una semplice pasta al pomodoro cucinata dal premier chef Gentiloni (cuoco molto più abile nello scaldare gli avanzi del giorno prima), secondo una grigliata mista renziana con carne avariata dei vari “alleati”, contorno di erbe con salse Grasse, e per concludere il dolce a sorpresa; cannoli siciliani con ricotta alla Di Maio! Occhio che il pasticcere è alle prime armi, potreste pescare un cannolo vuoto o con ricotta romana malfatta.

Teresa ed Elisabetta non faranno fortunatamente parte di questo banchetto, avranno altri impegni; pare infatti che per recuperare i circa 50 miliardi di euro restituiti alla Ue abbiano organizzato una pesca di beneficenza dove tutti possano regalarsi qualche pezzo dell’argenteria faticosamente racimolata negli ultimi 20 anni (maledetti olandesi, il bigliettino con l’Agenzia Europea del Farmaco l’avevamo visto prima noi!). Resteranno in disparte a farsi quattro risate Farage ed i suoi amici grillini, grandi esperti di economia internazionale coscienti della grossa minchiata appena fatta; d’altronde servono finte competenze ed ignoranza a palate per convincere il proprio elettorato, ex leghisti e populisti che amano il natale ma non vedono l’ora di veder affogare il prossimo.

Gli Usa invece non sono mai stati così sottotono, e ad essere onesti dovremmo un po’ preoccuparcene. No, il problema non è Trump ed il coinvolgimento russo nelle sue elezioni, nemmeno i suoi modi schietti ed imbarazzanti durante gli incontri con la Merkel, nemmeno gli innumerevoli licenziamenti nel suo staff, nemmeno le varie spallucce a Putin, nemmeno la possibilità di dotare ogni studente di una pistola (girano troppi orsi), nemmeno il rifiuto dei trattati di Kyoto e delle politiche ambientali, nemmeno aver cancellato l’unica decente legge sulla sanità pubblica. Ok, forse è lui il problema.

Insomma, la vecchia anche stavolta sarà spietata e poco riconoscente, senza contare che dovremo fare i conti ancora con gente depressa che non sa come riempire le giornate vuote. Speriamo solo che oltre al carbone non ci riservi qualche altro scherzetto, sapere che la quotidianità è in mano anche ad antivaccinisti, neo mamme isteriche, pseudo femministe, maschi miseri, idioti da tastiera e mentecatti vari non ci lascia tranquilli.

 

La Befana era fascista

Federica Marangon

Un lettore scrisse a Libero che “senza nulla togliere alle atrocità poi compiute con Hitler, ma giusto per informazione”  l’80% per cento delle attuali norme a tutela dei più deboli furono opera del Duce. Borghezio lo ritiene un precursore delle ricerche su cancro e spazio. Anche Berlusconi sostiene abbia fatto cose buone e gli rimprovera solo la défaillance sulle leggi razziali.

Tra i meriti, si citano paludi bonificate, cessi giunti per la prima volta in Altoadige (dichiarazione di Michela Biancofiore), pensioni e autostrade,  eppure lei non c’è mai. Lei, la befana fascista. Nasce nel 1928 da un’idea di Augusto Turati, segretario del Pnf. Le mamme più povere si recavano alla Casa del Fascio e ritiravano pacchi dono per i loro bambini. Turati all’epoca aveva il compito di normalizzare il partito eliminando gli elementi più fanatici: finì silurato e confinato a Rodi. Per esser certi di rovinargli l’immagine e la vita, il gerarca Farinacci lo sputtanò raccontando alcuni pettegolezzi confessati da una maitresse torinese.

Del resto i fascisti erano uomini morigerati: uno scandalo sessuale andava punito. A Turati sopravvisse la vecchia col sacco di dolci e giocattoli. E un branco di criminali che qualcuno si ostina ancora a difendere.

 

 

 

Federica Marangon Mi chiamo Federica Marangon e ho 32 anni. La letteratura è la mia passione: l’ho cercata in ogni luogo in cui ho vissuto e lavorato. Leggere mi aiuta a capire il mondo e ad accettarne la follia. Quando anche i libri non mi bastano, vado in bicicletta fino al mare o a camminare in montagna. E quando il meteo non lo permette, scrivo. Su di me ci sono sempre tante nuvole.

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